Orari e Uffici:

Lun-Mer-Ven: 09:00 - 13:00

Mar- Giov: 09:00 - 17.30

 



 

Sfoglia la normativa in base ad aree territoriali di applicazione:

Normativa Comunitaria
Normativa Nazionale
Normativa Regionale

Le azioni positive

Gran parte del ruolo promozionale della Consigliera di Parità riguarda la promozione delle azioni positive.

Per azioni positive si intendono misure preferenziali con le quali si persegue l'uguaglianza sostanziale ( art.3 della Costituzione), garantendo pari opportunità a persone che restano e sono diverse.

La Consigliera di parità, quindi:

a) Promuove l'adozione di azioni positive

b) Interviene con il suo parere(obbligatorio, non vincolante) nella predisposizione dei piani triennali di azioni positive della pubblica amministrazione.

La Consigliera di parità è componente di diritto la Commissione Provinciale di Pari Opportunità ed ha la funzione di sostenere l'amministrazione stessa nella predisposizione del Piano di Azioni positive per il proprio personale.

L'attività delle Consigliere può esplicitarsi in :

promozione di progetti di azioni positive ( D.lgs 198/06)

sostegno alle aziende per la predisposizione di progetti di flessibilità ai sensi dell'art. 9 della legge 53/2000

promozione di Comitati di Parità presso gli Enti

Sensibilizzazione, pubblicizzazione e informazioneal contesto sociale rispetto ai temi della parità

sostegno delle politiche attive del lavoro e della formazione

promozione delle politiche di coinciliazione tra tempi di vita e di lavoro.

La tutela contro le discriminazioni

E' uno dei ruoli principali attribuiti dalla normativa alla Consigliera di parità.
Una lavoratrice o un lavoratore che ritenga di essere oggetto di discriminazione può rivolgersi alla Consigliera di parità

1. mettendosi in contatto telefonico con l'Ufficio della C.d.P. per richiedere un incontro (tel.0823- 247406/419)

2. Utilizzando l'apposito spazio presente su questo sito "vorrei dirlo alla C.d.P" e scrivendo una  E-MAIL

3. inoltrando una denuncia scritta attraverso e-mail.

La C.d.P. fisserà, comunque, un incontro di tipo conoscitivo con la/il lavoratrice/lavoratore discriminata/o circa la natura del problema al fine di valutare la situazione e procedere o attraverso la procedura informale.

A  proposito di discriminazioni:

  D. lgs 198/2006 "Codice delle pari opportunità tra uomo e donna" - libro III "Pari Opportunità tra uomo e donna nei rapporti economici" (pag. 15-24)

Ambiti in cui possono avvenire le discriminazioni:

Avvisi per la ricerca del personale(indicazione dell'uno o dell'altro sesso);

Selezione del personale, rifiuto di assumere le donne (salvo per il lavoro nel settore della moda arte e spettacolo se il genere è essenziale per lo svolgimento del lavoro; altezza minima stabilita in modo eguale per uomini e donne, e secondo parametri eccessivamente elevati rispetto alla media; particolari capacità i forza fisica; particolari requisiti professionali che le donne acquisiscono meno frequentemente).

Colloqui di selezione:es. richieste sulla vita privata della lavoratrice in cui venga chiesto se si è sposata, o se si hanno figli o se si ha intenzione di averne.

Accesso al lavoro: es. test di gravidanza al momento dell'assunzione; rifiuto di assunzione perchè il lavoro è pesante (se non è previsto dal contratto collettivo); rifiuto di assunzione per lo stato di gravidanza o perchè il lavoro prevede orari notturni.

Livello di inquadramento iniziale: es. assunzione con qualifica inferiore per le donne rispetto agli uomini a parità di mansioni.

Affidamento di mansioni: es. assegnazione arbitraria di mansioni inferiori.

Sottoinquadramento: es. attribuzione di una qualifica inferiore a parità di mansioni con i colleghi maschi.

Retribuzione: es. retribuzione inferiore a parità di inquadramento, mancato riconoscimento di salario aggiuntivo o discrezionale.

Percorsi di formazione: es. perdita di possibilità di aggiornamento e formazione per assenza dovuta a maternità; modalità di luogo e di tempo della formazione incompatibili con i tempi di vita delle donne.

Accesso alle informazioni: es. mancata adozione di procedure trasparenti di informazione.

Periodi di lavoro part-time: es. mancato avanzamento in carriera

Percorsi di carriera: es. percorsi di carriera più lunghi e tetti di cristallo; numero di giornate di presenza sul lavoro; particolare anzianità.

Rientro dal congedo per maternità: es. la perdita del proprio lavoro o di un posto di lavoro equivalente; mancato beneficio di eventuali miglioramenti delle condizioni di lavoro maturate durante la propria assenza.