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  1. Introduzione

Con umiltà e profondo senso di responsabilità mi sono accinto ad assumere il ruolo di Presidente della Provincia di Caserta per il mandato 2010- 2015.

Il mio vorrà essere l'impegno di chi intende vivere concretamente la solidarietà sociale, sollecitando la comunità amministrativa a farsi carico della rimozione di quegli ostacoli che non consentono al cittadino della Provincia di Caserta di vivere un'esistenza dignitosa, rispettosa delle prerogative e garanzie sancite dalla Carta Costituzionale.

Umiltà, dunque, per un impegno serio, esito di una meditata riflessione dell'uomo, del politico, ma anche del medico, per offrire il proprio contributo di esperienza, di vita vissuta, alla rinascita della propria Terra, facendo leva su quei valori quali onestà, laboriosità e generosità, che hanno contraddistinto la storia della Nostra Provincia.

Responsabilità, in un momento di grande difficoltà, in cui tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei propri figli devono offrire il proprio solidaristico contributo affinché siano rimosse quelle insidie, anche culturali, che frenano lo sviluppo di Terra di Lavoro, compromettendone la stessa quotidiana vivibilità.

Ma anche orgoglio per appartenere ad una Terra che ha mostrato, anche in tempi non lontani, straordinarie capacità di ripresa; che nei momenti più tristi ha saputo, attraverso i suoi figli migliori, assicurare sviluppo e competitività, per la stragrande maggioranza della gente, persone oneste e strenui lavoratori.

Nelle difficoltà più disparate, nell'assenza di quegli strumenti indispensabili per assicurare la tutela del lavoro, in questa fase che storicamente è tra le più buie che ha vissuto la Nostra Terra, voglio affermare che le cronache ordinarie mostrano un volto di questa Provincia che non ne rispecchia l'identità, non ne identifica né coglie l'onestà, la rettitudine morale e lo spirito di sacrificio della Sua gente.

Sono consapevole che il tema è spinoso ma non intendo sottrarmi dall'affrontarlo: sono convinto dell'inesattezza storica di quella rappresentazione mediatica della Provincia di Caserta come sinonimo di terra di camorristi. È necessario denunciare i malavitosi e collaborare perché costoro siano assicurati alla giustizia, ma è eticamente irresponsabile far ricadere le colpe di alcuni pochi individui sulla collettività dell'intera Provincia. La camorra è un male endemico e non va affrontato alla stregua di un qualsiasi fenomeno criminale: va stanata, colpita in tutte le sue componenti e principalmente in quelle economiche ed affaristiche. Per raggiungere tale obiettivo è necessaria una stretta collaborazione con lo Stato che deve garantire, nel rispetto dell'art. 3, co. 2, della Costituzione, forme straordinarie di intervento a protezione, salvaguardia e sostegno delle popolazioni che sono costrette a vivere accanto al verificarsi di questi fenomeni. Le forze dell'ordine, l'attività di intelligence, la magistratura da sole non bastano per debellare questa piaga: servono anche politiche mirate di sostegno, finalizzate ad isolare ed emarginare il fenomeno. Da questo punto di vista, vorrei auspicare che il cosiddetto "modello Caserta" venga assunto a sinonimo di un intervento dello Stato non solo di natura militare e repressivo ma anche di concrete politiche di solidarietà sociale, che talvolta è poco avvertita nella vasta comunità statale. Dunque un intervento composito, la cui realizzazione è particolarmente sentita in alcune zone della Provincia con specifico riguardo anche alla delicata questione dell'immigrazione clandestina. Lo Stato deve assicurare politiche di controllo del fenomeno migratorio, regolamentandolo e garantendo nel contempo i diritti dei cittadini residenti e degli immigrati regolari. Parallelamente, vanno affrontate in maniera rigorosa ma responsabile le situazioni di clandestinità: l'immigrato clandestino è un soggetto debole e, per questo, costituisce uno strumento di facile utilizzo nelle mani della criminalità organizzata, con gravi conseguenze per il verificarsi di fenomeni di criminalità diffusa.

Questo contesto, in cui la precarietà assurge a normalità, in cui l'emergenza ed i commissariamenti straordinari costituiscono eventi quotidiani, è stato ulteriormente provato dagli effetti rovinosi della crisi economica internazionale.

Oggi, dunque, si impone la necessità di assumere condotte etiche, in grado di subordinare anche le più legittime aspirazioni individuali alle necessità della comunità. Non si può prescindere dall'affrontare in maniera decisa la questione morale. La politica ed i suoi interpreti devono essere al di sopra di ogni sospetto, improntando le azioni nel rispetto assoluto della legalità e della trasparenza. È nella nostra realtà, dunque, nelle sue contraddizioni, che le nostre abitudini devono radicarsi per saper trarre quei valori di comportamento in grado di orientare le umane condotte, per assicurare l'affermazione di valori virtuosi comuni quali legalità, trasparenza, moderazione, responsabilità e primi di ogni altro, il rispetto per il prossimo ed il sacrificio per la comunità.

Sono fermamente convinto che una costante attività di collaborazione tra cittadini ed istituzioni possa consentire di superare questo difficile momento congiunturale per la nostra Provincia. È tuttavia necessario operare in una prospettiva di superamento di sterili contrapposizioni politiche, avendo come obiettivo il supremo interesse della comunità. Occorre essere artefici di una dialettica politica sana, garante della correttezza istituzionale, pronta a recepire quanto di meglio può essere realizzato, da qualsiasi parte provenga purché destinato al benessere dei cittadini. L'intera comunità, indipendentemente dai ruoli rivestiti, deve essere protagonista del rinnovato vigore della Nostra Terra.

In perfetta sintonia con quanto sancito dal nostro Statuto provinciale, credo che la partecipazione attiva alla vita amministrativa sia lo strumento più idoneo per realizzare il concorso diretto della comunità allo sviluppo dei processi di tutela dei diritti e di ampliamento degli spazi di democrazia. E' a tal fine che intendo concretamente favorire lo sviluppo delle forme associative, promuovendone il raccordo con gli organi elettivi e garantendone l'accesso alle strutture e ai servizi provinciali.

Nel mio progetto di Provincia, che gode della piena condivisione da parte della Giunta essendo stato condiviso con tutti gli Assessori, è prioritario garantire ai cittadini un'esistenza libera e dignitosa: è fondamentale assicurare ad ogni persona l'esplicazione dei suoi diretti interessi materiali, morali ed economici. Il governo della Provincia deve impegnarsi solennemente a garanzia di tali diritti e deve creare le condizioni per una concezione solidale delle istituzioni, che veda l'uomo parte integrante di una società, alla quale spetta il compito di assicurare le condizioni per realizzare integralmente la sua personalità. In una prospettiva concreta, di carattere esemplificativo, voglio alludere ad un impegno solenne anche in quei settori le cui competenze non sono strettamente ascrivibili all'Ente Provincia. Mi riferisco alla sicurezza sociale, all'occupazione, all'ambiente salubre, all'assistenza per le categorie deboli ed a rischio, ad una sanità presente, una formazione scolastica efficiente e una formazione professionale mirata, a una particolare attenzione verso l'associazionismo ed i principi di non discriminazione, oltre che alla realizzazione di un sistema di trasporti idoneo e di un'adeguata viabilità.

A mio avviso, l'impegno per la realizzazione di grandi progetti non deve essere anteposto ad una corretta gestione dell'ordinario, inteso come il raggiungimento di livelli di vita dignitosi, ottimizzando la qualità e la fruibilità dei servizi pubblici. Da questo punto di vista, la Provincia, oltre che per le specifiche competenze, – come avremo modo di verificare in seguito - in ragione della funzione di coordinamento che la legge le attribuisce, assume un ruolo centrale: il mio intento è quello di massimizzare questa funzione, realizzando tutte le azioni finalizzate ad assicurare all'Ente Provincia un ruolo guida nel perseguimento del benessere della comunità.

In termini di obiettivi di sviluppo, l'Amministrazione Provinciale, attraverso le competenze previste normativamente, assume un ruolo altrettanto centrale. Come dirò più ampiamente innanzi, penso ad uno sviluppo uniforme per l'intero territorio e conforme alle vocazioni delle singole aree. È nella valorizzazione delle peculiarità, considerate in una prospettiva integrata, che vi può essere crescita omogenea ed effettiva.

Una volta usciti dall'emergenza del vissuto quotidiano, avendo immaginato e progettato una crescita uniforme, potranno trovare allocazione e realizzazione le grandi opere.

In altri termini, le grandi opere ed i megaprogetti diventeranno promesse mancate se non si inseriscono in una programmazione strategica che si caratterizza per la presenza di due momenti fondamentali: il ripristino della normalità di vita dei cittadini e l'uniforme programmazione di sviluppo dell'intero territorio provinciale.

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