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Comunicato Stampa del 19 giugno 2019 - È facile scaricare l’onere delle soluzioni sui sindaci…

È facile scaricare l'onere delle soluzioni sui sindaci…

"È facile scaricare l'onere delle soluzioni sui sindaci, ma non ci voleva la zingara per capire che alla fine la patata bollente sarebbe finita nelle mani degli amministratori locali. Da più di un anno sapevamo che il termovalorizzatore di Acerra si sarebbe fermato un mese o poco più per una manutenzione programmata. Quindi, non me voglia il presidente della Regione Campania se oggi leggendo le sue dichiarazioni ho amaramente sorriso per non piangere, perché da noi, nonostante i proclami evidentemente cambia veramente poco".

Giorgio Magliocca - Presidente della Provincia di Caserta

Con questa premessa, il presidente della Provincia di Caserta, Giorgio Magliocca, ha replicato alle dichiarazioni di Vincenzo De Luca rilasciate oggi ai microfoni dell'emittente radiofonica CRC.

«a cominciare da Napoli, i Comuni devono trovare un sito nel quale stoccare provvisoriamente i rifiuti, altrimenti andiamo in grande difficoltà. Prepariamoci per tempo – ha aggiunto De Luca – non è un grande problema trovare un sito dove stoccare i rifiuti per due mesi per poi rimuoverli quando torna a funzionare l'impianto di Acerra. Ma muoviamoci, perché vedo che ci sono Comuni che dormono in piedi».

"Sicuramente, a Caserta e provincia i nostri comuni non avranno particolari difficoltà o disagi dallo stop di Acerra, per tempo ci siamo attrezzati senza tanti proclami e senza attendere gli appelli dell'ultimo minuto. Con la società provinciale GISEC abbiamo già programmato e realizzato gli interventi necessari avendo a cuore gli interessi dei cittadini, che hanno già pagato un costo elevatissimo alle passate emergenze ambientali.

Mi spiace per De Luca, ma amministrare il territorio non significa solo far scattare la sirena dell'allarme, a mio avviso la Regione si è dimostrata fino ad oggi inidonea nel supportare e facilitare il compito agli amministratori locali per trovare soluzioni condivise, legittime, che non siano portatrici di nuove ferite ecologiche".

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