Relazione di Fine Mandato

Provincia di Caserta

 

In adempimento degli obblighi normativamente imposti al Presidente della Provincia ex art. 4 del Decreto legislativo n. 149 del 2011, si trasmette alla S.V. la Relazione di fine mandato, redatta dal Dirigente del Settore Economico-Finanziario e dallo scrivente debitamente sottoscritta, riferita alla Consigliatura avviatasi in data 13-04-2010 e giunta alla sua naturale scadenza.

In relazione a quel che precede, si precisa che il predetto documento risulta, al momento, privo della prescritta certificazione da parte del Collegio dei Revisori in quanto, rebus sic stantibus, detto Organo non è operativo; da un lato, infatti, non risultano ancora completate le procedure per il formale insediamento dei nuovi componenti l'Organo di Controllo e, dall'altro, i precedenti titolari dell'ufficio di revisore sono cessati dalle relative funzioni per avvenuta decorrenza dei termini di efficacia dell'incarico a suo tempo ad essi conferito (con Nota Prot. N° 543/Gab. dell'11-05-2015, allegata alla presente, lo scrivente ha incaricato il Dirigente del Settore Economico-Finanziario dell'Ente di provvedere all'acquisizione della certificazione in discorso).

Ad ogni buon conto, come la S.V. avrà modo di evincere dalla semplice e piana lettura della predetta Relazione, l'Amministrazione Provinciale di Caserta, pur in un quinquennio caratterizzato dal susseguirsi ininterrotto di manovre di finanza pubblica orientate in senso restrittivo e, contestualmente, dall'avvio di un laborioso processo di rimodulazione del ruolo e delle competenze degli Enti di area vasta, è riuscita, grazie ad un'attenta politica di razionalizzazione della propria struttura organizzativa, con conseguente recupero di efficienza e contenimento dei costi, a garantire l'effettivo esercizio delle funzioni e dei servizi essenziali, nonché la salvaguardia degli equilibri finanziari.

Non può non evidenziarsi come l'obiettivo sopra rammentato sia stato raggiunto anche grazie all'incessante rapporto dialogico intrattenuto dalla Provincia di Caserta con altri Soggetti istituzionali, fra i quali occupa, naturaliter, un posto di rilievo la Magistratura contabile, i cui orientamenti hanno costantemente "ispirato", nei modi e nelle forme previsti dalle vigenti statuizioni legislative, l'azione amministrativa dispiegata dall'Ente.

Cordiali saluti.

                                                                                                             On.le Dott. Domenico Zinzi

RELAZIONE DI FINE MANDATO ANNI 2010-2015

Linee Programmatiche


2  Competenze

 

Gli artt. 19 e 20 D. Lgs. 267/2000 (T.U. delle Leggi sull'ordinamento degli enti locali) attribuiscono alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardano vaste zone intercomunali o l'intero territorio provinciale nei seguenti settori:

  1. difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità;

  2. tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche;

  3. valorizzazione dei beni culturali;

  4. viabilità e trasporti;

  5. protezione della flora e della fauna, parchi e riserve naturali;

  6. caccia e pesca nelle acque interne;

  7. organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore;

  8. servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;

  9. compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l'edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;

  10. raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.

Inoltre la provincia, in collaborazione con i comuni e sulla base di programmi da essa proposti, promuove e coordina attività, nonché realizza opere di rilevante interesse provinciale sia nel settore economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e sportivo.

La provincia svolge, ai sensi dell'art. 20 D. Lgs. 267/2000, anche compiti di programmazione, ossia:

  1. raccoglie e coordina le proposte avanzate dai comuni, ai fini della programmazione economica, territoriale ed ambientale della Regione;

  2. concorre alla determinazione del programma regionale di sviluppo e degli altri programmi e piani regionali secondo norme dettate dalla legge regionale;

  3. formula e adotta, con riferimento alle previsioni e agli obiettivi del programma regionale di sviluppo, propri programmi pluriennali sia di carattere generale che settoriale e promuove il coordinamento dell'attività programmatoria dei comuni.

La provincia, inoltre, ferme restando le competenze dei comuni ed in attuazione della legislazione e dei programmi regionali, predispone ed adotta il piano territoriale di coordinamento che determina gli indirizzi generali di assetto del territorio e, in particolare, indica:

  1. le diverse destinazioni del territorio in relazione alla prevalente vocazione delle sue parti;

  2. la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e delle principali linee di comunicazione;

  3. le linee di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica ed idraulico-forestale ed in genere per il consolidamento del suolo e la regimazione delle acque;

  4. le aree nelle quali sia opportuno istituire parchi o riserve naturali.

  5. I programmi pluriennali e il piano territoriale di coordinamento sono trasmessi alla regione ai fini di accertarne la conformità agli indirizzi regionali della programmazione socio-economica e territoriale.

La legge regionale detta le procedure di approvazione, nonché norme che assicurino il concorso dei comuni alla formazione dei programmi pluriennali e dei piani territoriali di coordinamento.

Ai fini del coordinamento e dell'approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale predisposti dai comuni, la Provincia esercita le funzioni ad essa attribuite dalla regione e ha, in ogni caso, il compito di accertare la compatibilità di detti strumenti con le previsioni del piano territoriale di coordinamento.

Gli enti e le amministrazioni pubbliche, nell'esercizio delle rispettive competenze, si conformano ai piani territoriali di coordinamento delle province e tengono conto dei loro programmi pluriennali.

Voglio precisare che ulteriori funzioni potranno essere attribuite alla provincia a seguito della definitiva approvazione del disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 novembre u.s. (disegno recante, tra l'altro, l'individuazione delle funzioni fondamentali delle Province, semplificazione dell'ordinamento degli enti locali, delega al Governo per il trasferimento di funzioni amministrative).

Dopo dieci anni dall'ultima riscrittura della normativa afferente gli Enti Locali ( D. Lgs. 18/8/2000, n. 267) ed a otto anni dalla riforma del Titolo V, che modifica l'ordinamento statuale del nostro Paese in senso federalista, il 19 novembre 2009 il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Disegno di legge dl riordino dell'intero Sistema delle Autonomie. I trentadue articoli del testo su "Le funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane, la semplificazione dell'ordinamento regionale e degli enti locali, il trasferimento delle funzioni amministrative statali e regionali agli enti locali, la Carta delle autonomie locali. La razionalizzazione dell'amministrazione statale decentrata e il riordino di enti ed organismi decentrati" definiscono funzioni e organi degli Enti locali, ridistribuiscono competenze, razionalizzano sistemi contabili e controlli, riposizionano di nuove e vecchie figure apicali della pubblica amministrazione locale, intervengono sulle assemblee elettive e disciplinano forme associate obbligatorie per i piccoli Comuni.

La Camera dei Deputati ha trasmesso al Senato il disegno di legge di riforma degli enti locali e Carta delle autonomie locali approvato il 30 giugno scorso con 281 voti a favore e 247 contrari.

Il provvedimento AS-2259 è stato assegnato alla I^ Commissione Affari Costituzionali del Senato con il nuovo titolo:

"Individuazione delle funzioni fondamentali di Province e Comuni, semplificazione dell'ordinamento regionale e degli enti locali, nonché delega al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative, Carta delle autonomie locali. Riordino di enti ed organismi decentrati".

Dalle modifiche proposte dalla Commissione referente e da quelle ulteriori, avanzate in sede di Assemblea, Il testo licenziato è stato significativamente migliorato in alcune parti, ma resta nel suo complesso, a mio parere, ancora insufficiente e scarsamente coerente con il disegno complessivo di dare attuazione al federalismo istituzionale e fiscale.

Resta, tra l'altro ancora non chiaro se ulteriori modifiche, analogamente alle misure impropriamente realizzate in sede di legge finanziaria per il 2010 (L. 191/2009 e DL 2/2010) verranno effettuate stralciando le disposizioni concernenti i controlli degli enti locali previsti anche in un altro disegno di legge all'esame del Senato (ddl S. 2156 anticorruzione). Tra le modifiche accolte sono state soppresse le disposizioni concernenti la razionalizzazione delle province.

Il provvedimento in questione è uno schema di disegno di legge composto da 34 articoli suddivisi in undici capi e si propone di dare attuazione all'articolo 117, lettera p, della Costituzione, attraverso lo strumento della delega al Governo e la definizione dello spazio per l'azione legislativa delle Regioni.

Gli artt. 5 e 12 del disegno di legge prevedono la possibilità che le regioni deleghino alle province, nelle materie di cui ai co. 3 e 4 dell'art. 117 Cost., l'esercizio di funzioni amministrative che non richiedono di essere esercitate unitariamente a livello regionale.

Il disegno prevede, poi, all'art. 9 una delega a favore del Governo per adottare, in un'ottica di decentramento, decreti legislativi rivolti ad individuare e trasferire funzioni amministrative, tutt'ora esercitate dallo Stato e che non richiedono unitario esercizio a livello statale, a comuni, province, città metropolitane e regioni. In tale attività di legiferazione si indica come criterio preferenziale quello dell'attribuzione a livello diverso da quello comunale soltanto delle funzioni di cui occorra assicurare unitarietà di esercizio.

Ancora, fondamentale in termini di competenze della Provincia di Caserta è il D.L. 30 dicembre 2009, n. 195, come convertito nella L. 26 febbraio 2010, n. 26 (Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella Regione Campania).

In materia di lavoro, va, inoltre, evidenziato che la Regione Campania ha approvato la L. R. 18 novembre 2009, n. 14, recante il "Testo unico della normativa della Regione Campania in materia di lavoro e formazione professionale per la promozione della qualità del lavoro", in cui un ruolo fondamentale viene conferito appunto all'Ente Provincia (si vedano, in tal senso, gli artt. 3 e 7 della L.R. 14/09, nonché il punto 3 della D.G.R.C. del 18 dicembre 2009 n. 1847, ed il punto 10 della D.G.R.C. del 18 dicembre 2009, n. 1849).

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