MUSEO PROVINCIALE CAMPANO DI CAPUA
Provincia di caserta
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Reparto Archeologico
Lapidario Mommsen H (Sala I)
Sculture (Sala II)
1° Cortile-2° Cortile
Sarcofagi (Sala III-IV)
Le Madri (Sala V-VI-VII-VIII-IX)
Mosaici (Sala X)
Vasi e Bronzi (Sala XI-XII-XIII-XV)
Terracotte votive (Sala XVI-XVII-XVIII-XIX)
Collezioni monete (Sala XX-XXI)
Terracotte architettoniche (Sala XXII-XXIII)
Reparto Medioevale
Marmi romanici, Capitelli, Pilastrini (Sala XXIV-XXV)
Sculture Federiciane (Sala XXVI)
Sculture Rinascimentali (Sala XXVII)
Pinacoteca (Sala XXVIII)
Auditorium (Sala XXIX)
Iscrizioni longobarde, angioine, aragonesi (Sala XXX)
Sculture dei secoli XVI, XVII, XVIII (Sala XXXI)
Stemmi (Sala XXXII)
Ceramiche medioevali
Sala Martucci
Sala Uccella-Martucci
Biblioteca
Biblioteca
  
1° Cortile-2° Cortile 
1° CORTILE

Con portico, loggia e ampia scalinata in parte di forme quattrocentesche; è conservata lungo le pareti una ricca serie di "Stele funerarie". Le "Stele funerarie", lastre tombali verticali le quali erano in gran copia lungo le vie di comunicazione, sono a forma di edicola con frontone e con scene allusive alla vita ed alle occupazioni del defunto. AI centro della parete prospettica, su alta colonna di granito orientale, una grande protome di arco dell'Anfiteatro Campano personifica il "Volturnus amnis". Il primo nome di Capua fu Volturnum che restò poi ad indicare l'omonimo fiume consacrato al Dio Velthur, cioè falcone, genio tutelare della città. Fiume cantato da Stazio come torbido e minaccioso, celere da Lucano, sonoro da Silio Italico e copioso d'acque da Virgilio, fu assai navigato nei tempi antichi da imbarcazioni dette sandali o scafi impiegati per caricare mercanzie in tempi di pace e militi armati in tempo di guerra. Era ricco di fauna ittica di cefali e trote, alose e anguille, spinole e lamprede, cefali e storioni. Le sue acque arrestarono i Sanniti, agevolarono la vittoria a LucioVolumnio, resero preziosa la posizione di Annibale, ritardarono Quinto Fulvio nel soccorrere Roma e resero spaventosa la vittoria di Narsete su Bucelino. Genio tutelare della città il suo volto "bello e possente come un Apollo arcaico o un Antinoo Silvano" che campeggiava su una delle chiavi d'arco dell'anfiteatro campano da dove guardava ieri le folle accorrenti agli spettacoli gladiatori dell'arena ed ora tiene vigile e solenne compagnia nel Museo Campano alle scene di contadini offerenti pecore e porcelli, a scribi che annotano le cifre della pesatura. Pregevole la stele funeraria detta "dello schiavo" (a destra dell'ingresso al Lapidario); lo schiavo reso liberto erige, in segno di riconoscenza e a sue spese, il sepolcro ai suoi padroni. Ai lati del "Dio Volturno" due sculture, su due colonne, riproducenti maschere da teatro.

2° CORTILE

Raccolte di stele funerarie, iscrizioni e capitelli: completamento alle collezioni lapidarie precedenti. Notevoli: la iscrizione della "Colonia Iulia", uno dei documenti epigrafici più importanti sia sul piano storico che su quello artistico per la Capua antica; ritrovata mutila nel 1726 fu integrata e resa celebre dal commento del grande filologo antiquario ed epigrafista Alessio Simmaco Mazzocchi, famoso archeologo del XVIII secolo; un rilievo di porta del periodo imperiale romano.
 
Portale



Cortile principale



Cortile principale - stele funerarie



Dio Volturno



Dio Volturno



Dio Volturno



Dio Volturno



Stele funeraria



Stele funeraria - particolare



Stele funeraria



Scala tardo gotica



Secondo cortile



Iscrizione "colonia julia felix"



 
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