MUSEO PROVINCIALE CAMPANO DI CAPUA
Provincia di caserta
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Reparto Archeologico
Lapidario Mommsen H (Sala I)
Sculture (Sala II)
1° Cortile-2° Cortile
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Le Madri (Sala V-VI-VII-VIII-IX)
Mosaici (Sala X)
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Terracotte votive (Sala XVI-XVII-XVIII-XIX)
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Marmi romanici, Capitelli, Pilastrini (Sala XXIV-XXV)
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Auditorium (Sala XXIX)
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Sculture dei secoli XVI, XVII, XVIII (Sala XXXI)
Stemmi (Sala XXXII)
Ceramiche medioevali
Sala Martucci
Sala Uccella-Martucci
Biblioteca
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Le Madri (Sala V-VI-VII-VIII-IX) 
A sinistra del cortile (dalla V alla IX sala) é ospitata la collezione delle "Madri", la più singolare e preziosa del Museo Campano, tra le più rare che Musei italiani e stranieri possano vantare. Nell'anno 1845, durante uno scavo eseguito per lavori agricoli dal Sig. Patturelli, in località "Petrara", in prossimità dell'antica Capua, vennero alla luce i resti di una grande ara votiva con fregi architettonici, iscrizioni in lingua osca e statue in tufo. Fortunatamente lo scavo che aveva carattere di clandestinità, non venne proseguito, tanto più che il materiale ritrovato venne disperso a scopo speculativo. Nel 1873 e fino al 1887 si effettuarono ricerche con finalità archeologiche ricavandosi da esse abbondante materiale e specialmente un numero considerevole di statue in tufo riproducenti quasi tutte una donna seduta con uno o più bambini tra le braccia, dando la esatta prova che nel luogo fosse esistito un tempio. Questa tesi fu avvalorata dal fatto che tra le anzidette sculture solamente una differiva dalle altre per la spiccata sua impronta ieratica: invece di reggere neonati tra le braccia aveva nella mano destra una melograna e nella sinistra una colomba, simboli della fecondità e della pace,quindi quella sola doveva rappresentare la dea tutelare del tempio dedicato alla maternità. La dea era la "Mater Matuta", antica divinità italica dell'aurora e della nascita e le "madri" rappresentavano "ex' voto"; un'offerta propiziatoria e l'espressione di un ringraziamento per la concessione del sommo bene della fecondità. Nel 1930 Amedeo Maiuri richiamò su questi monumenti l'attenzione degli studiosi scrivendo di essi in "Aspetti e problemi dell'archeologia campana". Da quel tempo si fece vivo l'interesse ed ebbero fervore le ricerche sul carattere e sul valore dell'arte italica esemplificativa nelle sculture di Capua, le quali ci rivelano sia vigore di espressione, sia efficacia di vivo realismo dando a quest'arte popolare un sapore di spregiudicata schiettezza ed un contenuto di intensa umanità. Le "madri" del Museo di Capua formano un complesso unico nel suo genere ed un raro documento in Campania di scultura pre-imperiale e danno l'idea dell'unità dell'arte fiorita sul suolo dell'Italia antica con carattere di forte realismo, con una costante tendenza ad esprimere più il carattere, il contenuto e la destinazione dell'opera che non privilegiare i suoi aspetti stilistici formali. Esse infatti, sono la testimonianza più eloquente del culto con il quale gli antichi campani onoravano il mistero della vita considerando la maternità come un dono divino e avvolgendo di poetica spiritualità l'evento della nascita ritenendolo cosa sacra, come tutto ciò che di vitale esce dal seno della natura. Cronologicamente , esse si situano in un arco di tempo che va dal VI al II sec. a.C. Purtuttavia il VI sec. a.C. non può essere considerato il periodo di inizio poiché alcuni esemplari posseduti sono da attribuirsi ad epoche precedenti, paragonando la loro arcaicità a quella dei monumenti preistorici, tali da essere definiti i prodotti più ingenui della scultura di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Le sculture sono disposte seguendo criteri esclusivamente estetici.

SALA V
Qui entriamo, per così dire nel sacrario del Museo Campano dove è custodito come in uno scrigno la più singolare delle sue collezioni: quelle delle statue in tufo delle Matres. Rinvenute dove sorgeva un templum orientato secondo i quattro punti cardinali dedicato, si pensa, alla grande madre Iovia Damusa o Bona Dea patrona delle partorienti che si è voluto anche identificare con Cerere, dea della crescita, con riferimento alla fertilità non solo agraria ma animale ed umana. Altri hanno voluto riconoscervi la Mater Matuta, onorata a Roma con le feste Matralie. Anche essa preposta alla fertilità e quindi giustamente venerata a Capua, capitale della Campania Felix feconda sia in riferimento alla fertilità della terra che alla prolificità muliebre.
In esposizione gli unici elementi architettonici del tempio rinvenuti; ad una parete la ricostruzione del trono eseguita da Herbert Koch.

SALA VI
Inizia la visione delle "Madri". Come si vede le "matres" sono simulacri votivi raffiguranti, in posizione prospettica una donna seduta, rivestita da una tunica o un lungo mantello e che regge in braccio e sul grembo uno o più bambini in fasce in atto di offrire se stessa e la sua prole alla divinità altrice e tutelare nel tempio venerata. Esse costituiscono non solo la più singolare stipe sacra che sia mai emersa dai depositi di un santuario italico ma un complesso di produzione scultorea unico, in senso assoluto in tutta la Penisola. Nella loro stilizzazione scarna ed essenziale, ingenua e possente, le matres di Capua mentre sono uno dei prodotti più tipici ed originali della creatività italica sono, sul piano religioso la testimonianza più convincente e commovente che la "capuana civitas" al di là dell'opulenza, l'eleganza, e la superbia per cui era celebre e celebrata nel mondo si alimentava alle sorgenti dell'amore familiare come a un bene sacro e supremo come segno visibile della benevolenza celeste.

SALA VII
Nell'angolo a destra entrando (1) e al centro della parete centrale (2) le due "Madri" più prolifiche rappresentate nella collezione. Ambedue con dodici figli; datate II ? I sec. a. Cristo. Nella prima (1) va notato lo "sforzo dell'esecutore della scultura di rendere morbidezza e movimento nel panneggio. Inoltre i fanciulli, sei da una parte e sei dall'altra sulle braccia materne, sono disposti singolarmente l'uno sull'altro come a ventaglio avanti al petto della donna". Nella seconda (2), il cui volto presenta uno strato di ingessatura moderna, si notano "proporzioni molto accentuate; grande preminenza dei seni;sulle braccia ha quattro e quattro bambini dai tratti rozzi, altre due coppie ne ha adagiate in grembo con i piedini contrapposti".

SALA VIII
Sulla parete di fondo al centro una scultura (3) raffigurante una donna seduta su trono ritenuta I'effige della dea del santuario (V?IV sec. a. C.). Sul palmo della mano sinistra una melograna, in quello della mano destra una colomba; il busto ampio e robusto é coperto da una tunica molto aderente cinta alla vita da un laccio annodato sul davanti. Alla sua sinistra (4) vi é la scultura più antica della raccolta, dalle forme primitive ed ingenue senza nessun accenno alla distinzione fra corpo e vesti. "E' un blocco parallelepipedo appiattito sul quale sono state appena sbozzati i seni, le due braccia, una figura di bimbo che vorrebbe essere rappresentato giacente sulle ginoc chia della madre seduta. Opera indatabile, la sua rozzezza é pari a quella dei monumenti preistorici". Alla destra della dea una rarissima scultura del santuario (5) raffigurante una sfinge rappresentata accovacciata sulle zampe posteriori con le ali semipiegate e con cinque coppie di mammelle: forme di arte ellenistica. Nella stessa sala, al centro, (6) é sita una tra la più singolari sculture. La donna regge un solo bambino; i suoi capelli sono resi in maniera astratta, convenzionalmente e sul corpo é appena delineata la veste che la copre; vistose sproporzioni compositive dell'insieme con grande sviluppo delle spalle e gambe brevi. E' datata tra il VI e il V sec. a. C.. Gli errori nella costruzione della persona sono tanto singolari da rendere l'immagine particolarmente attraente.

SALA IX
Ancora sculture di "madri" e sulle mensole frammenti di esse. Dalla sala II si accede al piano superiore. All'ingresso un portale tufaceo cuspidato di arte catalana (sec. XV) con figure e motivi floreali.
 
Sala madri



Figura femminile - particolare



Figura femminile - particolare



figura femminile con cinque infanti



figura femminile seduta su trono



figura femminile seduta su trono con 11 bambini



Figura femminile seduta su trono con bambino



Figura femminile con bambino in fasce



Figura femminile seduta su trono con bambino (4)



Figura femminile seduta su trono con bambino (4)



Dea (3)



Madre (2)



Madre (1)



Madre - particolare (1)



Madre - particolare (2)



Sfinge (5)



 
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