MUSEO PROVINCIALE CAMPANO DI CAPUA
Provincia di caserta
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Ceramiche medioevali
Sala Martucci
Sala Uccella-Martucci
Biblioteca
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Vasi e Bronzi (Sala XI-XII-XIII-XV) 
In queste sale é ospitata la collezione dei vasi. Il numero elevato delle collezioni di vasi presenti nel Museo Campano testimonia non solo la remotezza di questo peculiare prodotto artistico ma anche del suo evolversi - sul piano stilistico e compositivo - nel corso dei secoli dall'età protostorica della civiltà del ferro ornati da semplici linee incise ai vasi etruschi del VI secolo a.C., dai vasi di bucchero ai vasi greci del V sec. a C., dai vasi italioti a quelli campani del III e II sec. a.C. Sono disposti in vetrina e su mensole raggruppati secondo le diverse caratteristiche di stile.

SALA XI
Nella vetrina dei vasi di bucchero notevole un anfora (12) con manico ed una serie di animali (leoni) disposti lungo l'orlo. Nella vetrina dei vasi di tipo protocorinzio e corinzio un pezzo notevole (se ne conoscono solo altri sei esemplari) é un "aryballos" plastico (13) composto di quattro melograne, una di base e tre disposte a stella; al centro di esse é la bocca del vaso. Un serpente, a rilievo, si snoda fra le due melograne, la testa del rettile é appoggiata sul corpo di un animaletto (rana). La simbologia del vasetto, recuperato da una tomba, sta a significare che la rana é l'anima del defunto, cui la divinità, sotto la specie del serpente, trasmette il soffio rigeneratore. Arte corinzia del VII sec. a.C.

SALA XII
Vasi greci e italioti.
Da notare nella prima bacheca centrale, al piano superiore, due anfore (11) campane arcaiche a figure nere del VI sec. a.C. con fregi figurati. Sono da considerarsi tra i pezzi rari della collezione per la cronologia loro assegnata in relazione alla tecnica ed allo stile. La terza bacheca centrale raccoglie alcune preziosità. Piano superiore: un cofanetto, probabilmente per gioielli, in bronzo e avorio di delicata fattura; due anfore di vetro policromo; collane e oggetti di avorio; notevole, sul piano inferiore, una piccola statua acefala in alabastro del II sec. a.C.. Nella vetrina dei vasi attici (V sec. a.C.): Vaso (14) con "la partenza di Tríttolemo": Trittolemo sul carro alato; a destra Kora che versa il liquido per la libazione a Trittolemo; a sinistra Demetra con un fascio di spighe nella mano destra abbassata. La ceramica é attribuita al famoso artista greco Polignoto. Vaso (15), attribuito anch'esso a Polignoto, con la "partenza del guerriero". Al centro il giovane guerriero con scudo rotondo sul quale é disegnata una pantera; ritto innanzi a lui il padre che si appoggia su di un bastone; alla estremità sinistra una figura femminile che offre una coppa per la libazione al partente; all'altra estremità, lo scudiero con due lance nella mano destra. Idria (16) con un "combattimento fra greci e amazzoni": due greci all'attacco di un amazzone la quale é vestita di un costume frigio a scacchi. Tra i vasi campani pregevole l'anfora (17) a figure rosse, sec. IV a.C., raffigurante il "supplizio di Issione". Issione é legato con i polsi e le caviglie ad una ruota. A destra una figura femminile alata seduta che stringe un sottile ramoscello, certamente un pungolo. A sinistra figura femminile in atto di dare un'ordine. Sul piano inferiore a sinistra un pastore seduto in atto di guardare. A destra Efesto si volge a guardare anch'esso verso Issione. Su altra mensola ancora ceramica figurata campana del III sec. a.C.: Anfora (18) raffigurante Cassandra, Aiace ed Atena. Idria (19) con scena di monomachia. Anfora (20) con la figurazione di un sacrificio funerario.

SALA XIII-XV
Vetrine con ceramiche figurate e bronzi.
Collezione dei bronzi è' divisa in tre gruppi: 1) bronzi ornamentali con un considerevole numero di "fibule" (spille), anelli, bracciali. 2) bronzi di uso comune come chiavi, specchi, cardini di porta, utensili scrittori, cinturoni. 3) al terzo gruppo appartengono i bronzi figurati che sono conservati nella sala XV in una vetrina centrale; tra essi sono di maggior rilievo: statuette di arte campana del III sec. a.C. , un guerriero di arte greca del V-IV sec. a.C. In questo bronzetto, per esempio, Ercole indossa la spoglia del leone nemeo e impugna con la destra la clava e con la sinistra l'arco, le armi di cui serviva nel corso delle sue leggendarie imprese. A partire dalla fine del VII sec. a.C. introdotto dagli etruschi, presso i popoli dell'Italia antica, l'uso di manifestare la loro religiosità attraverso la raffigurazione di divinità o di offerenti e devoti in minuscole statue di bronzo, si protrasse fino al tempo della romanizzazione. I bronzetti spesso riproducono l'effigie di Marte, dio della guerra, o di Ercole, il mitico eroe fatto oggetto di particolare culto presso le popolazioni sabelliche e sannitiche. Accanto alle immagini delle divinità si collocano statuette di offerenti e di oranti nonché di ovini e bovini animali destinati al sacrificio.

SALA XV
Vasi greci e italioti.
Nella sala é raccolta anche la ceramica, la quale fu danneggiata durante l'ultima guerra mondiale e restaurata a cura della Soprintendenza alle Antichità della Campania. Alla sinistra entrando i "piatti con pesci". La collezione rientra nella produzione della ceramica campana a figure rosse del IV-III secolo a C. Gli esemplari presenti nel Museo sia per la elevatezza del loro numero che per la varietà delle specie disegnate sembra che non abbiano riscontro in altre raccolte del genere sia in Italia che all'estero. I pesci e i molluschi in essi raffigurati sono commestibili e molti di pregevole qualità. Essi fanno parte della fauna ittica delle coste tirreniche. I pesci presenti in ogni piatto sono sempre in numero di tre con al centro un incavo quasi sempre circondato da meandro ad onde.
 
"La partenza del guerriero" (15)



Scena monomachia (19)



"Supplizio di Issione" (17)



Sacrificio funerario (20)



Cassandra (18)



Trittolemo (14)



Amazzoni (16)



Aryballos plastico (13)



Bucchero (12)



Anfore (11)



Piatto



Piatto



Vetrina



Cofanetto



Vaso in vetro



Statua in alabastro



 
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