MUSEO PROVINCIALE CAMPANO DI CAPUA
Provincia di caserta
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Biblioteca
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Terracotte architettoniche (Sala XXII-XXIII) 

Le terracotte architettoniche, delle quali un foltissimo numero sono datate VI-V sec. a.C., assolvevano alla funzione di ornamento, principalmente per gli edifici adibiti al culto delle varie divinità pagane celebrate in Campania.

Per quanto riguarda le terrecotte architettoniche, acroteri, antefisse, lastre, coppi, tegole, Capua ne derivò l'uso dai Greci che li impiegavano per la copertura dei tetti dei loro edifici, sia a scopo decorativo che apotropaico cioè per tenere lontano gli spiriti maligni e i loro influssi nefasti.
La maggior parte di questi oggetti furono rinvenuti presso i templi della Dea Madre e di Diana Tifatina. Risalenti i più antichi al VI secolo a.C. rappresentano soggetti zoomorfi, come protomi di grifo e dalla testa equina, arieti e cavalli. Molte antefisse sono a testa dedalica, busti muliebri in atteggiamento orante. Alcuni esemplari sono di particolare importanza come una dea, forse Giunone, tra i cigni, Eracle che lotta con il leone Nemeo e Artemide a cavallo. Vi sono teste nimbate o diademate, antefisse policrome a gorgoneion di età arcaica.
La maggior parte sono "antefisse", di minor numero le "antepagmenta". Le "antefisse" sono tegole semicilindriche terminali del tetto con ornamenti; di origine orientale il loro uso si irradiò in tutto il mondo antico. In Italia assunse un'importanza particolare nel periodo etrusco-italico sviluppando la decorazione fittile dell'edificio rimasto di legno. Dall'Etruria la tipologia arriva in Campania ove il suo massimo fiorire si estende dalla metà del sec. VI a.C. a tutto il V a.C..
La decorazione, con vivace policromia, é formata con teste sia umane, sia di Gorgone, sia di Sileno o altro tipo della classe demoniaca poiché generalmente la rappresentazione ha un carattere apotropaico (che allontana il malocchio). Alcuni esemplari del Museo Campano, del periodo sopra citato, sono ornati anche con fiori di loto stilizzati.
Nel periodo ellenistico (IV sec. a.C.) le decorazioni subiscono delle trasformazioni fino ad esemplificarsi in palmette stilizzate.
Le "antepagmenta" completano la collezione di terrecotte architettoniche: lastre per lo più rettangolari che nella costruzione degli edifici e dei templi servivano di ornamento e di protezione alle travi maestre superiori.

SALA XXII
Da notare: "Antefissa" del VI sec. a.C. con figura femminile a cavallo con arco e freccia (45) - "Antefissa" ellenistica a testa di Sileno tra grappoli di uva (46) -"Antefissa" raffigurante una testa di negra di età ellenistica (47) - "Antefisse" a palmette del IV-III sec. a.C. (48) - "Antefisse" a gorgoneion (49).

SALA XXIII
Da notare "Antefissa" (50) con testa femminile con i fiori di loto e leoni, arcaica del VI sec. a.C. - "Antefissa" (51) raffigurante una sfinge con due corpi ed una testa, arcaica del VI sec. a.C. - "Antefissa" (52) con testa di guerriero entro un cerchio di fiori del VI sec. a.C. -Una testina di negro (53): il rarissimo pezzo aveva funzioni architettoniche ed é lavorato a stecca ed e datato VI sec. a.C..

 
Sala terracotte



Antefissa raffigurante donna a cavallo (45)



Anteffissa raffigurante Sileno (46)



Antefissa a "gorgoneion" (49)



Antefissa raffigurante testa con leoni (50)



Antefissa raffigurante sfinge con due corpi (51)



Testa di negro (53)



 
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