MUSEO PROVINCIALE CAMPANO DI CAPUA
Provincia di caserta
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Reparto Archeologico
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Ceramiche medioevali
Sala Martucci
Sala Uccella-Martucci
Biblioteca
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Sculture Federiciane (Sala XXVI) 
Perché rifulgesse nella sua forma più imponente e smagliante l'immagine della sua maestà sovrana Federico II fece costruire tra il 1234 e il 1239 la porta di Capua o Arco di Trionfo sul Volturno. Esso viene ritenuto "probabilmente il gioiello dell'arte federiciana e l'opera nel suo genere la più bella del tempo. Essa doveva ricordare la rottura dell'autorità regia e rivolta al nord verso lo Stato Pontificio essa vi si apponeva come ingresso nella sua Ecclesia regale e secolare.
Direttore di lavori fu designato l'architetto capuano Niccolò de Cicala. Esso constava di due torri a base poligonale collegate da massicce mura e riservava nella sommità un appartamento (cubiculum) riservato all'Imperatore. Ornavano la facciata la statua dell'imperatore "in maestà" con la corona sul capo e il globo nella destra e sopra l'iscrizione "Misero renderò ch'io sappia la voglia mutare"; a destra e sinistra della statua dell'imperatore erano i busti di Pietro della Vigna che recava questa iscrizione "Entrino sicuri quelli che bramano vivere puri" e quella di Taddeo da Sessa accompagnata da questa dicitura "tema l'infido di essere bandito e cacciato in carcere".
Nella parte inferiore sopra la volta era una donna che rappresentava la fedeltà di Capua e recava sulla testa il motto: "Per comando di Cesare io garantisco la concordia nel Regno". A Capua fu sempre connessa la denominazione di "fedele" come veniva denominato il busto che campeggiava sull'arco trionfale che si dice aditasse al posto del cuore l'aquila imperiale così s'intitolava la monografia più ampia e documentata ad essa dedicata da Francesco Granata "Storia civile della fedelissima città di Capua". E così si compiaceva di definirla Carlo V. Nel 1557 il conte di Santafiore per ordine del viceré duca d'Alba fece abbattere l'arco con le torri per dar luogo a nuove fortificazioni e "potervi giocare il cannone". La statua dell'imperatore fu mutilata del capo nel 1799 al tempo del passaggio dei francesi per Capua. e le sculture, rimosse dal loro posto originario, vennero sistemate in un'edicola; appena fondato il Museo furono in esso trasportate e conservate nei depositi.
Restano ancora e sono qui esposte sei antefisse, una mensola con volto di giovinetto, una mezza figura di leone, un aquila con funzione di mensola, la sagoma di un grifo, tre capitelli e tre volute decorate nonché il busto solenne ed austero di Giove o più sicuramente Silvano.
Le decorazioni della porta erano formate da 16 "antefisse" che ornavano in giro l'ottagono inferiore delle torri e da una serie di sculture incastonate lungo le pareti della costruzione soprastante l'arco congiungente le due torri. Più in alto di tutte il rilievo raffigurante l'imperatore in trono; ai suoi piedi una scultura riproducente una testa di donna, allegoria di "Capua fidelis"; ai suoi lati i busti di Pier della Vigna logoteta e protonotario e di Taddeo da Sessa, gran giustiziere; al centro dell'arco, in funzione di "chiave" il volto maestoso di "Zeus"; armonicamente il tutto tra colonnine e capitelli di varia grandezza.
Nel 1953, quando con l'avvenuta ricostruzione del Museo si potettero acquistare nuovi locali, il nucleo delle opere medioevali ebbe un reparto ispirato a criteri di valutazione d'arte.
Le sculture della porta di Federico II sono una testimonianza notevolissima di un periodo artistico che si libera delle strettoie della tradizione classica del Mezzogiorno che si rinnova attraverso le pure forme romaniche preludendo alla più grande arte rinascimentale.
Le sculture sono sistemate "rispettando la esigenza di un esame da ogni lato... i grandi busti poggiano su tozze basi squadrate eccedenti di poco la linea dell'occhio in maniera da conservare una necessaria angolazione prospettica. Le sei antefisse superstiti... sono state disposte su di un unico mensolone, in maniera da rispecchiare l'originario senso di continuità decorativa... isolati sulla parete centrale la figura dell'Imperatore ed il leone".
Le sculture federiciane, insieme alle sculture in tufo delle "madri" nel reparto archeologico, sono da ritenersi le collezioni più rare del Museo.
 
Zeus



Arco di trionfo



Capua fidelis



Taddeo da Sessa



Antefissa a testa maschile



Pier delle Vigne



Busto acefalo



Leone



 
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