Fondi strutturali

La programmazione comunitaria 2007/2013 rappresenta un’importante opportunità per favorire lo sviluppo e la competitività dei 27 Stati membri dell’Unione europea. Fra questi Stati e le loro 268 regioni si riscontrano profonde disparità economiche e sociali, alle quali l’azione comunitaria cerca di porre rimedio attraverso gli strumenti operativi e finanziari della politica di coesione.

 

I Fondi Strutturali, o indiretti, si riferiscono a contributi comunitari gestiti da autorità nazionali, regionali o locali e sono integrati dalle risorse di queste ultime.

 

Il rapporto tra la Commissione europea, che eroga una percentuale significativa dei contributi, e il beneficiario finale, pertanto, non è diretto, ma mediato dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali, che hanno il compito di programmare gli interventi, emanare i bandi e gestire le risorse comunitarie.
Anche il campo di applicazione dei Fondi Strutturali è molto ampio: si va dai progetti infrastrutturali, ai servizi pubblici, alla scuola, ricerca, formazione e qualificazione delle risorse umane, agli aiuti diretti a singoli settori produttivi (agricoltura, industria, commercio, artigianato, turismo, ecc.).

 

Lo Stato definisce, in sostanza, una strategia unitaria di sviluppo a partire dalle richieste e dalle esigenze evidenziate dalle autorità regionali e propone un elenco di Programmi Operativi (PO) che esso intende attuare. I PO illustrano non solo le priorità individuate dallo Stato e dalle regioni ma anche il modo in cui verrà gestita la propria programmazione.

 

In base alle tematiche affrontate e ai soggetti istituzionali competenti, i PO si distinguono in:

 

nazionali (PON), in settori con particolari esigenze di integrazione a livello nazionale, la cui Autorità di Gestione è una Amministrazione Centrale

 

 

PON – FESR:
• Sicurezza
• Istruzione
• Ricerca e competitività
• Reti e mobilità
• Governance e assistenza tecnica

 

PON – FSE:
• Istruzione
• Governance e azioni di sistema
• Azioni di sistema

 

 

regionali (POR), multisettoriali, riferiti alle singole regioni gestiti dalle Amministrazioni Regionali. Per ciascuna regione c’è un POR FESR e un POR FSE;

 

interregionali (POIN), su tematiche quali energia, attrattori culturali naturali e turismo in cui risulta efficace un’azione coordinata fra regioni in grado di realizzare economie di scala e di scopo; essi sono gestiti dalle regioni, con la partecipazione di centri di competenza nazionale o Amministrazioni centrali (2 FESR).

 

POIN
• Ambiente, cultura e turismo
• Energie rinnovabili

 

 

La Regione Campania, parte dell’Obiettivo Convergenza per il periodo 2007/2013,  ha adottato due Programmi Operativi nell’ambito del FESR e del FSE.

 

Il POR Campania FESR 2007-2013 costituisce il quadro di riferimento per l’utilizzo delle risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Quasi 7 miliardi di euro da investire nella nostra regione per aumentarne competitività e sostenibilità ambientale, creare nuovi e migliori posti di lavoro, incrementare quantità e qualità dei servizi ai cittadini.

 

Il POR Campania FSE 2007-2013 costituisce invece il quadro di riferimento per l’utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Europeo. Più di 1 miliardo di euro da investire nella nostra regione per migliorare le competenze degli occupati, per garantire la qualità e la competitività del sistema produttivo e delle imprese, per potenziare ed innovare le politiche del lavoro, con attenzione particolare alle politiche di pari opportunità, per migliorare la coesione sociale, attraverso un più ampio intervento di carattere culturale con attenzione alle politiche per la sicurezza e per la legalità, per innalzare gli standard scolastici e formativi e rafforzare e integrare i sistemi, per sostenere la creazione di patti e poli formativi, per sviluppare i processi di internazionalizzazione ed, infine, per innovare la Pubblica Amministrazione per il rafforzamento dell’azione pubblica.

 

 

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